
Riabilitazione neurologica a Castrovillari: la fisioterapia per la deambulazione
Recuperare e migliorare il cammino dopo ictus, Parkinson, sclerosi multipla e altre patologie neurologiche
Camminare è una delle funzioni motorie più importanti per l'autonomia.
Alzarsi dalla sedia, mantenere l'equilibrio, fare alcuni passi, cambiare direzione, salire le scale o camminare all'aperto sono attività che permettono alla persona di muoversi nella propria casa, uscire, lavorare, incontrare altre persone e mantenere una buona qualità di vita.
Quando una patologia neurologica compromette la deambulazione, la fisioterapia può avere un ruolo importante nel recupero e nel mantenimento delle capacità motorie.
A CoreLab – Salute & Performance a Castrovillari, la riabilitazione neurologica della deambulazione viene impostata attraverso una valutazione individuale delle capacità della persona, delle limitazioni presenti e degli obiettivi funzionali.
Il percorso può essere indicato, in base alla diagnosi e alle condizioni individuali, dopo:
- ictus;
- Parkinson;
- sclerosi multipla;
- lesioni del sistema nervoso periferico;
- trauma cranico;
- lesioni midollari;
- neuropatie;
- patologie neurologiche degenerative;
- paralisi cerebrale;
- altre condizioni che compromettono equilibrio e cammino.
L'obiettivo non è semplicemente “far camminare meglio”.
È permettere alla persona di recuperare, mantenere o migliorare il maggior livello possibile di autonomia e partecipazione.
Che cos'è la deambulazione?
La deambulazione è un'attività motoria complessa che richiede l'integrazione di numerosi sistemi.
Per camminare in sicurezza sono necessari:
- forza muscolare;
- equilibrio;
- coordinazione;
- controllo del tronco;
- controllo degli arti inferiori;
- mobilità articolare;
- capacità di trasferire il peso;
- controllo motorio;
- integrazione delle informazioni visive e sensoriali;
- capacità di adattarsi all'ambiente.
Per questo una persona può avere una buona forza muscolare ma continuare ad avere difficoltà nel cammino.
Allo stesso modo, può essere in grado di camminare in un ambiente tranquillo ma avere difficoltà:
- sulle scale;
- all'aperto;
- in presenza di ostacoli;
- su superfici irregolari;
- durante i cambi di direzione;
- quando deve svolgere contemporaneamente un'altra attività.
La valutazione fisioterapica deve quindi considerare il cammino nella sua complessità.
Quando una patologia neurologica altera il cammino?
Le modalità con cui una patologia neurologica modifica la deambulazione sono molto variabili.
Possono comparire:
- riduzione della velocità;
- passi più corti;
- aumento della base d'appoggio;
- difficoltà nell'inizio del passo;
- trascinamento del piede;
- instabilità;
- difficoltà nelle svolte;
- riduzione della resistenza;
- alterazioni della coordinazione;
- difficoltà nel superamento degli ostacoli;
- aumento del rischio di caduta.
In alcune persone il problema principale è la debolezza.
In altre può prevalere l'alterazione dell'equilibrio.
In altre ancora possono essere determinanti rigidità, spasticità, bradicinesia, deficit sensoriali o alterazioni della coordinazione.
Per questo non esiste un unico esercizio per “recuperare il cammino”.
Il programma deve essere costruito sul problema specifico.
Valutazione fisioterapica della deambulazione
Il primo passaggio è capire come cammina la persona e perché cammina in quel modo.
La valutazione può comprendere:
- osservazione del cammino;
- velocità di marcia;
- lunghezza e frequenza del passo;
- simmetria;
- equilibrio statico e dinamico;
- trasferimenti;
- forza degli arti inferiori;
- mobilità articolare;
- controllo del tronco;
- capacità di cambiare direzione;
- capacità di superare ostacoli;
- resistenza allo sforzo;
- rischio di caduta.
Possono inoltre essere utilizzati test funzionali standardizzati.
Tra quelli frequentemente utilizzati nella riabilitazione neurologica troviamo:
- 10-Meter Walk Test;
- Timed Up and Go;
- 6-Minute Walk Test;
- Berg Balance Scale;
- Five Times Sit-to-Stand;
- Functional Gait Assessment.
La scelta del test dipende dalla condizione clinica e dagli obiettivi.
Perché misurare il cammino?
Misurare permette di capire se il trattamento sta producendo un cambiamento realmente significativo.
Per esempio, non è sufficiente dire:
“cammina meglio”.
È più utile poter osservare che:
- aumenta la velocità;
- percorre una distanza maggiore;
- riduce il numero di pause;
- necessita di meno assistenza;
- migliora nei cambi di direzione;
- supera meglio gli ostacoli;
- riduce il rischio di caduta.
La valutazione periodica permette quindi di adattare il programma riabilitativo.
La fisioterapia deve allenare il cammino?
Quando l'obiettivo è migliorare il cammino, la pratica del cammino rappresenta uno degli elementi centrali della riabilitazione.
Questo significa che il paziente deve avere la possibilità di:
camminare.
Naturalmente il livello di difficoltà deve essere adattato alle sue capacità.
Il fisioterapista può iniziare con:
- trasferimenti;
- stazione eretta;
- spostamenti del peso;
- primi passi assistiti;
per poi progredire verso:
- cammino autonomo;
- cambi di direzione;
- variazioni di velocità;
- scale;
- ostacoli;
- cammino in ambienti più complessi.
Task-specific training: allenare ciò che si vuole migliorare
Uno dei principi più importanti della moderna neuroriabilitazione è il task-specific training.
Se l'obiettivo è camminare, il trattamento dovrebbe includere una quantità significativa di pratica del cammino.
Se l'obiettivo è salire le scale, bisogna allenare le scale.
Se l'obiettivo è alzarsi dalla sedia, bisogna praticare il sit-to-stand.
Questo principio è coerente con le linee guida contemporanee per la riabilitazione dell'ictus, che raccomandano un'attività specifica e ripetitiva orientata al compito.
La riabilitazione non dovrebbe quindi limitarsi a esercizi generici scollegati dalle attività che la persona deve recuperare.
Allenamento della forza e deambulazione
La forza degli arti inferiori è una componente fondamentale della capacità di camminare.
Può essere compromessa dopo:
- ictus;
- Parkinson;
- sclerosi multipla;
- neuropatie;
- immobilizzazione;
- ricovero prolungato;
- altre patologie neurologiche.
Gli esercizi possono includere:
- sit-to-stand;
- squat adattati;
- step-up;
- estensione del ginocchio;
- flessione del ginocchio;
- esercizi per i glutei;
- calf raises;
- esercizi con resistenza elastica;
- macchine per la forza;
- esercizi funzionali.
Il carico deve essere progressivamente adattato alle capacità della persona.
Più forza non significa automaticamente camminare meglio.
Ma una forza insufficiente può rappresentare una limitazione importante della funzione.
Per questo forza e cammino devono essere integrati.
Sit-to-stand: un esercizio semplice ma fondamentale
Alzarsi da una sedia è una delle attività più importanti per l'autonomia.
Richiede:
- forza degli arti inferiori;
- controllo del tronco;
- equilibrio;
- coordinazione;
- capacità di trasferire il peso.
Il sit-to-stand può essere quindi utilizzato sia come esercizio sia come attività funzionale.
La difficoltà può essere progressivamente modificata attraverso:
- altezza della seduta;
- utilizzo o meno delle braccia;
- numero di ripetizioni;
- velocità;
- carico esterno;
- superficie di appoggio.
Treadmill e riabilitazione del cammino
Il tapis roulant può essere uno strumento utile nella riabilitazione neurologica.
Permette di:
- aumentare il numero di passi;
- controllare la velocità;
- facilitare la ripetizione;
- modulare la difficoltà;
- lavorare sulla resistenza.
Nel paziente neurologico può essere utilizzato anche con sistemi di supporto del peso corporeo quando necessario.
La letteratura sull'ictus, per esempio, mostra benefici del treadmill training in specifici contesti riabilitativi, soprattutto quando integrato in un programma attivo e orientato alla funzione.
Il tapis roulant non deve però sostituire automaticamente il cammino reale.
La persona deve progressivamente trasferire ciò che apprende in palestra agli ambienti quotidiani.
Cammino assistito e supporto del peso
Nei pazienti che non riescono inizialmente a sostenere completamente il proprio peso, il fisioterapista può utilizzare strategie di assistenza.
Possono essere utilizzati:
- sostegno manuale;
- parallele;
- deambulatori;
- sistemi di supporto del peso corporeo;
- altri ausili.
L'assistenza viene progressivamente ridotta quando le capacità del paziente aumentano.
L'obiettivo è sempre quello di trovare il minimo livello di assistenza necessario per permettere una pratica efficace e sicura.
Il ruolo del deambulatore
Il deambulatore può essere fondamentale per alcune persone.
Può:
- aumentare la stabilità;
- permettere di camminare maggiormente;
- ridurre il rischio di caduta;
- favorire l'autonomia.
Non dovrebbe essere considerato un fallimento della riabilitazione.
Un ausilio è efficace quando permette alla persona di fare di più.
Durante il percorso il fisioterapista può rivalutare se il dispositivo utilizzato è ancora appropriato.
Bastone e stampelle
Anche:
- bastone;
- stampelle;
- tripode;
- altri ausili
possono essere utilizzati per facilitare il cammino.
La scelta dipende da:
- equilibrio;
- forza;
- controllo motorio;
- capacità cognitive;
- ambiente;
- obiettivo funzionale.
L'ausilio deve essere scelto e utilizzato correttamente.
Riabilitazione della deambulazione dopo ictus
L'ictus è una delle condizioni neurologiche nelle quali la compromissione del cammino è particolarmente frequente.
La fisioterapia può lavorare su:
- forza;
- equilibrio;
- controllo del tronco;
- trasferimento del peso;
- simmetria;
- velocità;
- resistenza;
- cammino;
- scale;
- ostacoli.
Le linee guida raccomandano interventi ripetitivi e specifici per il compito per migliorare la mobilità e il cammino dopo ictus.
Inoltre, l'allenamento cardiovascolare e della resistenza può essere integrato nel percorso quando clinicamente appropriato.
Riabilitazione della deambulazione nel Parkinson
Nel Parkinson possono comparire:
- bradicinesia;
- rigidità;
- riduzione della lunghezza del passo;
- difficoltà nelle svolte;
- freezing;
- alterazioni dell'equilibrio.
Il trattamento può comprendere:
- training del passo;
- cueing visivo;
- cueing uditivo;
- variazione della velocità;
- esercizi di ampiezza del movimento;
- equilibrio;
- forza;
- attività aerobica;
- pratica delle svolte.
L'utilizzo di stimoli esterni può essere particolarmente utile in alcuni pazienti con freezing o difficoltà nell'iniziare il movimento.
Freezing of gait: quando il passo si “blocca”
Il freezing è una difficoltà improvvisa nell'avviare o continuare il cammino.
La persona può descriverlo come:
“I piedi non partono.”
Può comparire soprattutto:
- nelle svolte;
- davanti a una porta;
- negli spazi stretti;
- quando si deve cambiare direzione;
- in situazioni di stress.
Il fisioterapista può utilizzare strategie di cueing, come:
- segnali visivi;
- ritmo uditivo;
- conteggio;
- strategie cognitive;
- modificazione dell'ambiente.
La scelta deve essere personalizzata.
Riabilitazione della deambulazione nella sclerosi multipla
Nella sclerosi multipla il cammino può essere influenzato da:
- debolezza;
- spasticità;
- alterazioni dell'equilibrio;
- disturbi sensitivi;
- affaticamento;
- ridotta capacità aerobica.
Un aspetto particolarmente importante è la gestione della fatigue.
Il programma deve quindi bilanciare:
stimolo allenante + recupero + gestione della fatica.
L'esercizio fisico, quando adeguatamente dosato, rappresenta una componente importante della gestione della sclerosi multipla e può contribuire alla capacità funzionale e alla qualità di vita.
Deambulazione e sclerosi multipla: non fermarsi per paura della fatica
La fatica non significa necessariamente che il paziente debba evitare l'attività fisica.
Il problema è trovare la dose appropriata.
Possono essere utilizzati:
- intervalli di lavoro e recupero;
- esercizio aerobico progressivo;
- forza;
- esercizi funzionali;
- strategie di gestione dell'energia.
Il trattamento deve tenere conto delle variazioni giornaliere dei sintomi e della tolleranza individuale.
Riabilitazione della deambulazione nella paralisi cerebrale
Anche nei bambini con paralisi cerebrale la deambulazione può essere uno degli obiettivi principali.
Il trattamento può includere:
- forza;
- equilibrio;
- controllo posturale;
- pratica del cammino;
- treadmill training;
- esercizi funzionali;
- attività ludiche;
- ortesi quando indicate;
- eventuali ausili.
Gli obiettivi devono essere adattati all'età e al livello funzionale del bambino.
Il focus non dovrebbe essere soltanto sulla qualità biomeccanica del passo, ma anche sulla partecipazione del bambino alla vita quotidiana.
Neuropatie e recupero del cammino
Le neuropatie periferiche possono compromettere:
- forza;
- sensibilità;
- equilibrio;
- controllo del piede.
In questi casi il percorso può concentrarsi su:
- rinforzo;
- equilibrio;
- propriocezione;
- strategie compensatorie;
- training del cammino;
- sicurezza;
- eventuale utilizzo di ortesi o ausili.
È importante individuare la causa della neuropatia e mantenere il coordinamento con il medico specialista.
Equilibrio e deambulazione
Non è possibile parlare di cammino senza parlare di equilibrio.
Durante la deambulazione il corpo deve continuamente:
- spostare il baricentro;
- controllare il tronco;
- trasferire il peso;
- reagire alle perturbazioni;
- adattarsi al terreno.
La fisioterapia può quindi includere esercizi di:
- equilibrio statico;
- equilibrio dinamico;
- trasferimento del peso;
- reaching;
- cammino con cambi di direzione;
- ostacoli;
- superfici differenti.
Doppio compito: camminare mentre si pensa ad altro
Nella vita quotidiana raramente camminiamo concentrandoci soltanto sui piedi.
Possiamo contemporaneamente:
- parlare;
- guardare qualcuno;
- trasportare un oggetto;
- utilizzare il telefono;
- ascoltare;
- cercare una direzione.
Questo viene definito dual-task.
In alcune condizioni neurologiche, soprattutto negli anziani e nelle persone con Parkinson, la capacità di dividere l'attenzione può essere compromessa.
Il dual-task training può quindi essere inserito progressivamente quando appropriato.
Camminare fuori dalla palestra
Uno degli errori più comuni della riabilitazione è considerare concluso il lavoro quando il paziente riesce a camminare bene in ambiente controllato.
La vita reale è diversa.
Fuori dalla palestra ci sono:
- marciapiedi;
- scale;
- ostacoli;
- persone;
- rumori;
- superfici irregolari;
- cambi di luce;
- spazi stretti.
Per questo la progressione dovrebbe portare gradualmente verso situazioni sempre più vicine alla quotidianità.
Salire e scendere le scale
Le scale richiedono una capacità motoria superiore rispetto al cammino su superficie piana.
Richiedono:
- forza;
- equilibrio;
- controllo eccentrico;
- coordinazione;
- capacità di trasferire il peso.
Possono quindi diventare un obiettivo specifico della riabilitazione.
Il fisioterapista può iniziare con esercizi propedeutici e successivamente passare alla pratica delle scale.
Cammino e prevenzione delle cadute
Una delle finalità della riabilitazione neurologica è ridurre il rischio di cadute.
Non significa eliminare completamente il rischio.
Significa migliorare:
- equilibrio;
- forza;
- strategie posturali;
- capacità di adattamento;
- sicurezza negli spostamenti.
Può essere utile inoltre educare la persona e la famiglia alla modifica degli ambienti domestici.
Cosa succede quando il paziente ha paura di cadere?
La paura di cadere può portare a:
meno movimento → meno attività → perdita di forza → peggioramento della capacità funzionale → maggiore insicurezza.
Per questo il percorso deve aumentare progressivamente la fiducia nelle proprie capacità.
L'esercizio deve essere sufficientemente impegnativo per stimolare adattamento, ma anche sufficientemente sicuro da permettere alla persona di sperimentare il movimento.
Deambulazione e capacità cardiovascolare
Camminare è anche un'attività cardiovascolare.
Quando una persona neurologica cammina poco, può sviluppare una riduzione della capacità aerobica.
Questo può rendere il cammino ancora più faticoso.
Quando appropriato, il programma può quindi integrare:
- cammino continuo;
- interval walking;
- treadmill;
- cyclette;
- esercizio aerobico;
- esercizi di forza.
L'obiettivo è aumentare progressivamente la tolleranza allo sforzo.
La tecnologia può aiutare?
La tecnologia può rappresentare un complemento alla riabilitazione.
In base alle necessità possono essere utilizzati:
- treadmill;
- sistemi di supporto del peso;
- sensori;
- piattaforme;
- realtà virtuale;
- biofeedback;
- sistemi robotici.
Il principio fondamentale rimane però lo stesso:
la tecnologia deve aumentare la qualità o la quantità della pratica, non sostituire il lavoro attivo del paziente.
Riabilitazione robotica della deambulazione
I sistemi robot-assistiti possono consentire una grande quantità di ripetizioni del passo e possono essere utili in specifici pazienti neurologici.
Sono particolarmente interessanti quando la persona ha difficoltà a sostenere il peso o a produrre autonomamente un numero sufficiente di passi.
Tuttavia, la scelta deve essere basata sull'obiettivo clinico.
Non sempre la tecnologia più sofisticata è quella più utile.
In molti casi una semplice attività funzionale ben dosata può essere estremamente efficace.
Quanto deve durare la fisioterapia?
Non esiste una durata uguale per tutti.
Dipende da:
- diagnosi;
- gravità;
- tempo dall'evento;
- età;
- livello di autonomia;
- comorbilità;
- obiettivi;
- risposta al trattamento.
La frequenza può essere modificata nel tempo.
Una fase iniziale può richiedere maggiore supervisione.
Successivamente il paziente può diventare più autonomo e continuare parte dell'allenamento attraverso un programma domiciliare o di attività fisica adattata.
Quando la riabilitazione neurologica deve diventare allenamento?
Questo passaggio è molto importante.
La riabilitazione non dovrebbe necessariamente terminare quando il paziente raggiunge un certo livello di autonomia.
Quando la condizione lo consente, il percorso può evolvere verso:
fisioterapia → esercizio terapeutico → attività fisica adattata → allenamento.
L'obiettivo è evitare che il paziente torni a una vita sedentaria dopo aver concluso il percorso riabilitativo.
Il ruolo del chinesiologo
Quando il paziente è clinicamente stabile e presenta condizioni compatibili con l'esercizio, il chinesiologo può contribuire alla fase di mantenimento e sviluppo delle capacità fisiche.
Può occuparsi, nel rispetto delle proprie competenze, di:
- esercizio fisico adattato;
- forza;
- resistenza;
- capacità aerobica;
- mobilità;
- attività motoria;
- continuità dell'allenamento.
La collaborazione con il fisioterapista permette di creare una progressione coerente:
recuperare la funzione → consolidarla → mantenerla → sviluppare ulteriormente le capacità fisiche.
Il ruolo dell'osteopata
L'osteopata può essere coinvolto, quando appropriato, all'interno di un percorso integrato.
Il suo intervento non sostituisce la diagnosi neurologica né la riabilitazione motoria.
La collaborazione può essere utile soprattutto quando coesistono problematiche muscolo-scheletriche che devono essere considerate all'interno del quadro complessivo.
Il principio deve essere sempre quello della collaborazione tra professionisti e chiarezza delle competenze.
Il ruolo del medico specialista
La fisioterapia deve integrarsi con la gestione medica.
In base alla patologia possono essere coinvolti:
- neurologo;
- fisiatra;
- neuropsichiatra infantile;
- ortopedico;
- medico di medicina generale;
- altri specialisti.
Il fisioterapista deve riconoscere anche i segnali che richiedono un approfondimento medico.
Per esempio:
- nuovo deficit neurologico;
- improvviso peggioramento del cammino;
- dolore non spiegato;
- nuove cadute frequenti;
- perdita rapida dell'autonomia;
- nuovi disturbi sensitivi o motori.
Un percorso personalizzato a Castrovillari
Presso CoreLab – Salute & Performance a Castrovillari, un percorso di riabilitazione neurologica della deambulazione può essere organizzato secondo una progressione individualizzata.
1. Valutazione
Analisi della capacità di cammino, equilibrio, forza, mobilità e resistenza.
2. Definizione degli obiettivi
Gli obiettivi vengono scelti in funzione delle necessità reali della persona.
3. Recupero delle capacità di base
Forza, controllo posturale, equilibrio e trasferimenti.
4. Training specifico del cammino
Pratica ripetuta e progressiva della deambulazione.
5. Aumento della difficoltà
Curve, ostacoli, scale, variazioni di velocità e dual-task.
6. Aumento della resistenza
Progressione della capacità di sostenere il cammino nel tempo.
7. Trasferimento alla vita quotidiana
Gli esercizi vengono collegati alle attività reali.
8. Mantenimento
Quando possibile, il percorso evolve verso attività fisica ed esercizio autonomo.
L'obiettivo non è soltanto camminare
Una persona può camminare 100 metri in palestra e continuare ad avere difficoltà nella propria vita.
Per questo il vero obiettivo può essere:
camminare fino al supermercato.
salire le scale di casa.
uscire senza paura.
raggiungere autonomamente il bagno.
andare al lavoro.
passeggiare con la famiglia.
La riabilitazione neurologica moderna cerca di trasformare il miglioramento delle capacità motorie in un miglioramento della vita quotidiana.
FAQ – Riabilitazione neurologica e deambulazione a Castrovillari
La fisioterapia può aiutare a recuperare il cammino dopo un ictus?
Sì. La riabilitazione può migliorare diversi aspetti della mobilità e della deambulazione, soprattutto attraverso esercizio attivo, ripetizione e training specifico del compito.
È possibile migliorare il cammino anche dopo molti mesi da un ictus?
Sì. Il recupero non è necessariamente limitato alle prime settimane o ai primi mesi. Anche nelle fasi croniche possono essere presenti margini di miglioramento attraverso programmi di esercizio appropriati.
Il Parkinson può causare difficoltà nel cammino?
Sì. Possono comparire passi più corti, rigidità, difficoltà nelle svolte, freezing e problemi di equilibrio.
La fisioterapia è utile nel Parkinson?
Sì. Il trattamento può includere training del cammino, cueing, equilibrio, forza, attività aerobica e strategie specifiche per le difficoltà individuali.
La sclerosi multipla può compromettere la deambulazione?
Sì. Debolezza, spasticità, alterazioni dell'equilibrio, disturbi sensitivi e fatigue possono influenzare il cammino.
Chi utilizza un deambulatore può migliorare?
In molti casi il percorso riabilitativo può migliorare forza, equilibrio e capacità funzionale. L'obiettivo può essere ridurre l'assistenza necessaria oppure rendere più efficiente e sicuro l'utilizzo dell'ausilio.
Il tapis roulant è utile nella riabilitazione neurologica?
Può esserlo. Permette di aumentare la pratica del passo e di controllare la velocità, ma deve essere integrato in un programma più ampio.
Quanto deve durare una seduta di fisioterapia neurologica?
Dipende dalla persona e dall'obiettivo. Durata e intensità devono essere adattate a capacità fisiche, fatica, patologia e risposta al trattamento.
È possibile allenare la forza dopo una patologia neurologica?
In molti casi sì. La forza rappresenta una componente importante della funzione e può essere allenata con programmi progressivi e personalizzati.
Gli esercizi di equilibrio possono ridurre il rischio di caduta?
L'esercizio dell'equilibrio rappresenta una componente importante della prevenzione delle cadute, soprattutto quando integrato con forza, training funzionale e strategie specifiche.
È utile allenare il doppio compito?
In alcune condizioni neurologiche sì. Il dual-task può essere progressivamente inserito per preparare la persona alle situazioni della vita quotidiana.
Quando è necessario utilizzare un ausilio?
Quando l'ausilio permette di aumentare sicurezza, autonomia o partecipazione. La scelta deve essere personalizzata e periodicamente rivalutata.
Il fisioterapista può lavorare insieme al chinesiologo?
Sì. Le due figure possono collaborare in modo complementare: il fisioterapista si concentra sulla riabilitazione e sul recupero funzionale, mentre il chinesiologo può contribuire alla prosecuzione dell'esercizio e dell'attività motoria quando appropriato.
È possibile fare riabilitazione neurologica a Castrovillari?
Sì. Presso CoreLab – Salute & Performance, in Via Schiavello 27 a Castrovillari, è possibile impostare un percorso fisioterapico individualizzato per le problematiche neurologiche che compromettono cammino, equilibrio e autonomia.
Conclusioni
La riabilitazione neurologica a Castrovillari può avere un ruolo importante nel recupero e nel mantenimento della deambulazione in persone con ictus, Parkinson, sclerosi multipla, neuropatie, paralisi cerebrale e altre condizioni neurologiche.
Il cammino è una funzione complessa e deve essere allenato attraverso un percorso che integri:
forza + equilibrio + controllo motorio + resistenza + pratica del cammino + attività funzionali.
La fisioterapia non dovrebbe limitarsi a trattare il movimento in palestra.
Deve cercare di trasferire i risultati nella vita quotidiana.
Perché recuperare il cammino significa, soprattutto, recuperare autonomia.
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